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Pesca sportiva a spinning

 

serra

Parliamo un po' di questo pesce definito da qualcuno la tigre dei mari: Ricordo anni a dietro quando all' epoca pescatore di bolognese mi recavo sulle banchine portuali del golfo di Napoli alla ricerca di muggini, spigole, e quant' altro offriva la stagione.

Durante queste mie battute di pesca non era insolito assistere alle performance di questi predatori; tra l’altro ritornando ancora indietro nel tempo, quando la presenza di questo pelagico non era così evidente e addirittura sconosciuta, ricordo vari episodi quando con la mia cannetta a fondo recuperavo pesci troncati a metà e attribuivo l’evento a chissà quale mostro marino. Torniamo al presente e approfondiamo di più le nostre conoscenze su questo pesce: Nome scientifico Pomatomus Saltatrix giunto a noi prevalentemente dall’atlantico, nome comune serra; adesso molti di voi si chiederanno cosa significa il termine serra! Probabilmente il nome attribuito a questo animale potrebbe derivare dalla forma della bocca, e in particolar modo dalla dentatura, composta da tanti piccoli denti disposti in sequenza, l’altra ipotesi tutta personale potrebbe essere quella che il pesce avvicinatosi alle nostre coste per l'innalzamento della temperatura causata dall’effetto serra, abbia assunto questo nome proprio in virtù dell’indicatore naturale evidentemente preso in considerazione! Soprannominato la tigre dei mari, insaziabile predatore, vorace e spietato, rappresenta il terrore delle specie autoctone che in passato temevano un solo predatore, ossia "l’uomo"

La presenza del pomatomus nelle nostre acque è accertata ed evidente, soprattutto nei porti dove il pesce foraggio è presente in grandi quantità. Il Serra è un pelagico, nome che identifica tutte quelle specie che per cibarsi seguono le migrazioni di enormi branchi di pesce azzurro. Viene insidiato dai pescatori sportivi con diverse tecniche, ma la più in voga in assoluto è lo spinning, una tecnica che sfrutta la voracità del predatore quando è in frenesia alimentare, spingendolo ad addentare qualsiasi cosa lui reputi commestibile, nel nostro caso esche artificiali, in un caso particolare li ricordo mordere dei grossi galleggianti all’inglese andati alla deriva, ma non è sempre così, quando non è eccitato dalla frenesia diventa schivo e molto diffidente, in questo caso qualsiasi artificiale, e tipo di recupero, risulterà vano.

Il serra viene pescato con successo anche in foce, i momenti migliori sono i cambi di luce, ossia alba, o tramonto, ma nessuno ci vieta di provare in orari diversi.

Come recuperarlo: Agganciato all’ancoretta cercherà disperatamente di scampare alla cattura, con salti e guizzi addirittura fuori dal guadino, il pesce difficilmente si arrenderà al suo destino, in molti casi la sua caparbietà e l’attaccamento alla vita, gli daranno ragione, anche in virtù della conformazione della bocca quasi ossea e di difficile penetrazione. Consiglio di ferrare prontamente, e nel recupero accennare qualche colpetto per permettere alle ancorette di perforare il punto d’aggancio.

Cavetto o meno: All’inizio si reputava l’uso del cavetto indispensabile, cosa assolutamente rivalutata nel tempo con l’adozione di artificiali di dimensioni appropriate, a meno che non attacchi dalla testa! Ma comunque sono del parere che l’uso del cavetto renda la battuta di pesca meno divertente, l’adozione di questo ausilio diventa indispensabile quando si utilizzando artificiali di piccole dimensioni.

Tecniche: Uno spinning medio, difficilmente gli esemplari raggiungono taglie da record, con canne di lunghezza non superiore 2,10 Mt, ed azioni fast o extra fast.

Del serra non si conosce con precisione il periodo di riproduzione, che varia in base alla latitudine e alla temperatura dell'acqua, le sue abitudini predatorie lo vedono in cima alla catena alimentare. La velocità di questo predatore è impressionante, difficilmente la preda riuscirà a farla franca.

Nel periodo invernale tende ad allontanarsi dalla costa per dirigersi in alto mare, anche se negli ultimi anni sono diventati maggiormente stanziali soprattutto in porto, dove catture considerevoli sono state fatte anche a gennaio.

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