Spinclub
Pesca sportiva a spinning

Lo stress cittadino mi porta spesso e volentieri ad abbandonare la metropoli per passare qualche giorno in santa pace, immerso nella natura e nella mia passione primaria. Lo spinning è una pesca che sa regalare emozioni, e nel contempo riesce a trascinare l’uomo pescatore in aspetti e momenti che difficilmente si possono percepire quando si è lontani dal mare. Premesso questo, sabato sera faccio i bagagli e parto con la mia consorte in cerca di pace, la meta da raggiungere è una località ubicata a confine tra Basilicata e Calabria, una foce dalle acque cristalline e dall’estuario composto da due torrenti principali che poi vanno ad incanalarsi in un solo punto.


Domenica mattina: La foce è poco frequentata di questi periodi, ma anche in piena estate non ho mai trovato folle di pescatori, non si può dire lo stesso per i bagnanti, le tecniche praticate dai pescatori locali sono per lo più quelle classiche, qualcuno armato di waders pesca a bolognese al centro dell’estuario, oppure posiziona la canna in acqua su un supporto in metallo conficcato nel fondale per poi improvvisare qualche lancio con la bombarda o con l’artificiale inequivocabilmente “testa rossa”. L’acqua è cristallina quindi non è difficile notare la presenza di pesce in attività, e proprio in virtù di questo che appena arrivo in prossimità della sponda, noto un insolita movimento di pesce che poi si realizza in un branco di ricciolette in caccia, chiamate a quello stadio “Limuncelle” , vedendole attive non perdo tempo, e gli lancio l’artificiale davanti al muso! ma improvvisamente con la stessa velocità con cui erano apparse; spariscono. Passata qualche ora realizzo la cattura di un branzino, ingannato con un long jerk della Daiwa, il tutto si può vedere nel video che segue.

Condizioni climatiche: Le condizioni in foce si presentano con un vento ad intensità variabile, teso da Nord Ovest, una situazione non proprio perfetta, non vi dico le distanze che riuscivo a raggiungere con il minnow accompagnato dal vento; uno sguardo all’orologio e alla marea, l’ora è quella giusta il grafico dell’orologio segnala il picco di alta marea, coadiuvato anche dal primo giorno di luna piena, il livello dell’acqua sembrava sollevarsi lentamente, quando un colpo secco mi fa capire di avere qualcosa in canna. Dal comportamento del pesce intuisco che si tratta di una spigola, qualche testata con tentativi di fuga alquanto blandi che mi permettono di portarla su senza difficoltà e con un po’ di stupore vedendola agganciata ad un artificiale abbastanza insolito, più adatto ad altri predatori, ma la pesca non ha regole, e per me questa è l’ennesima dimostrazione che nello spinning molte teorie come: "la dimensione dell’artificiale", i colori, il tipo di recupero, non sono regole da seguire scrupolosamente, ma solo suggerimenti, o argomenti presi come spunti tematici per discussioni; ma è giusto che ci siano.

 

Nel pomeriggio provo in porto, ma devo accontentarmi solo dell’inseguimento in un grosso barracuda che a l’ultimo istante cambia direzione. 

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