Spinclub
Pesca sportiva a spinning

Parte prima - Risalita in gommaLa pesca alla trota in piccoli riali e torrenti mi ha sempre affascinato. Le difficoltà tecniche di questa pesca sono, a mio modo di vedere, essenzialmente tre:- riuscire ad arrivare nelle zone di caccia delle trote senza che loro ci vedano
- far lavorare bene gli artificiali, senza che le turbolenze li rendano pezzi di metallo e plastica privi di anima
- imparare a "sentire" gli artificiali durante il nuoto e nelle fasi di abboccata, per garantirsi ferrate sicureLe prime uscite sul torrente sono di solito esplorative: mi rendo conto delle caratteristiche di portata, velocità, prendo nota delle postazioni migliori ed immagino quali siano gli artificiali più adatti.

L'attrezzatura in genere viene fuori da queste poche considerazioni. Scelgo un rapporto di recupero del mulinello veloce o meno a seconda della corrente, ed una canna più o meno rigida anche in funzione del tipo di esche. Quando c'è da variarle, scelgo un attrezzo intermedio come quello che ho utilizzato per l'occasione, la Speedmaster Special Parabolic M di Shimano. Forse un pelino sovradimensionata per certi tipi di ambienti, nel senso che la gestione di artificiali sotto i 5 grammi è abbastanza inefficiente, ma ha doti di elasticità e al contempo prontezza che la rendono piacevolissima da usare.
Ho notato che, almeno personalmente, mi riesce più facile catturare le trote pescando a scendere il torrente piuttosto che a risalirlo. Soprattutto, risalendolo ho molte più slamate. Mi piacerebbe confrontarmi con chi frequenta ambienti simili... di norma che percentuali di slamate avete? So che nella statistica rientrano anche fattori indipendenti dall'approccio tecnico, quali il grado di "verginità" del posto o la giornata più o meno attiva da parte dei pesci, però qualcosa si può tirare fuori lo stesso. Mi riferisco soprattutto alle trote prese con artificiali dotati di amo singolo, perchè la meno sportiva e più efficace ancoretta soffre quasi per nulla di questi problemi.
La giornata si presenta non brillantissima, nelle prime due ore mi devo accontentare di un paio di attacchi a vuoto e di un serpentello che mostra di gradire il mio inganno più dei pesci...

Lo libero con non poche difficoltà e proseguo nella risalita. Alterno la gomma ai rotanti, fino a quando decido di pescare solo a gomma. Nei posti bui, preferisco esche scure con glitter oro o argento, forse risaltano meno delle esche bianche o chiare ma hanno una naturalità maggiore. Risalgo il torrente lanciando in ogni buca, esplorando ogni anfratto che riesco a vedere e a raggiungere. Le testine piombate mi piacciono, però preferisco utilizzare un autocostruito con amo n.2 e cono in tungsteno dorato perchè offre meno possibilità di incastrarsi tra i sassi del fondo. E viene fuori finalmente la prima trotina, che torna veloce nella sua pozza.

Il percorso mi offre poi questa buca più grossa rispetto a tutte le altre, spero di trovarci più trote assieme.

Abitualmente, ogni pozza ospita un solo esemplare: se catturo una trota in una pozza, non ne prendo altre nemmeno ore più tardi, quando ci torno in discesa. Qui però di spazio ce n'è, inizio dai margini della buca per non disturbare troppo il posto ma nulla.... sotto la corrente principale trovo invece ad attendermi questa dolce signora in abito scuro:

La taglia non è da trofeo, lo vedo da me, ma prendere un pesce poco oltre i 30 cm in un ambiente simile è favoloso. Vedi l'esca che esce dal ribollire della corrente, e da sotto il sasso che credevi essere tutt'uno con il fondo viene fuori una sagoma sicura ed elegante, quasi temi che si accorga della "truffa" ma due decimi di secondo dopo sei già con la canna piegata sotto l'azione del suo peso.

Stupenda in ogni particolare, è un'espressione di perfezione ingegneristica applicata alla vita in torrente. La guardo adagiata nel mio palmo e dimentico immediatamente la potenza di cui era capace sott'acqua... nella sua buca è un predatore senza antagonisti, una sublime divoratrice di prede, ma nella mia mano diventa un fragile miracolo della natura. Guardandola ora in foto, la immagino nuovamente in caccia nella sua pozza, un pò più attenta di prima a ciò che le accade intorno, ed il cuore mi si riempie di amore. Avrei tanta voglia di rivederla, di guardarla ancora negli occhi, di sfiorarla per un attimo senza che lei si accorga di niente... ho provato a spiegare queste sensazioni alla mia fidanzata, non si è ingelosita ma mi ha detto che sono scemo. In effetti nessuno mi capisce come me stesso!!
Mi piace osservare come le pinne di questa trota si siano colorate di scuro, quasi a volersi coordinare con il buio della pozza in cui vive. Mi ricorda un altro pesce preso qualche tempo fa, ma quella è una storia che trovate nella sezione di ittiologia ("L'ittiologo va in vacanza?")Parte seconda - Discesa in ferroPoichè l'orario di pranzo è passato da un pò, decido di cominciare a scendere il torrente. Nella fase di discesa, altre trotelle vengono ad arricchire l'album fotografico della giornata:

Sosta veloce alla macchina per rifornimento di solidi e liquidi, e continuo la discesa. Le caratteristiche del torrente cambiano gradualmente, il bosco sparisce e si aprono gole in pietra dalla spettacolarità indescrivibile:

La corrente rallenta sensibilmente, le pozze si allungano e diventano meno profonde... lascio perdere la gomma e passo al cucchiaino. Le trote si mostrano collaborative fin da subito, anche se gli esemplari piccoli si fanno preponderanti:

Non conoscevo questo tratto del torrente, e non avevo indossato i waders. Ho calzature in gore con un calzino in neoprene, adatte all'uso misto trekking - pesca. Alcuni passaggi riesco a farli ugualmente, ma altri mi costringono a rinunciare all'idea di proseguire...

L'esplorazione è solo rimandata, ho troppa voglia di continuare questa discesa nel cuore del fiume
Il ritorno verso casa è lungo, ho tutto il tempo di rivivere le emozioni della giornata senza che nessuno le disturbi... e una strana riflessione comincia a farsi strada tra i pensieri della sera, sarà il momento particolare della giornata o sarà l'avvicinarsi della fine dell'estate, che mi porta sempre un senso di nostalgia che non so spiegarmi... la cosa che vorrei è condividere esperienza simili con qualcuno che le viva come me, che non si stanchi di fare 3 chilometri per prendere un pesce e che non pensi neppure per sbaglio di portare via queste meraviglie dal luogo in cui sono nate.
Lo spero davvero, e fino a quel giorno...

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